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giovedì 2 ottobre 2008

Al Comune mancano 20 milioni di euro

La notizia era nell'aria da tempo. Già anni fa, tanto io personalmente quanto Forza Italia e gli altri partiti di centrodestra avevamo allertato la cittadinanza riguardo alle conseguenze pecuniarie della politica delle amministrazioni di centrosinistra capeggiate da Remo Barbi e Rino Vendola. Oggi abbiamo finalmente dati concreti e ufficiali, che fanno vedere non troppo lontano lo spettro del dissesto finanziario del Comune di Gravina in Puglia, un’eventualità disastrosa che ovviamente nessuno si augura.

Prima ancora che una questione di opposizione politica, fare chiarezza sulla gestione della cosa pubblica è un dovere civico. Per questo motivo mi faccio volentieri carico dell'impegno di riferire a fondo riguardo alle numerose irregolarità emerse nel corso di un’indagine ministeriale su sei anni di pessima amministrazione comunale. Inizio riproducendo per intero l'articolo di Michele Maiullari apparso questa mattina su "Il Levante", che contiene un'esauriente esposizione dei fatti:

A seguito di accertamenti amministrativi e contabili svolti fra gennaio e febbraio scorsi da un dirigente dei Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica al Comune di Gravina in Puglia, sono emerse irregolarità. In particolar modo, hanno riguardato il settore bilancio e del personale, nei quali sono state riscontrate inadempienze riferite alle gestioni finanziarie che vanno dal 2002 al 2007, anni in cui le amministrazioni sono state guidate dai sindaci Remo Barbi e Rino Vendola, entrambi di centrosinistra.
Il Ragioniere Generale dello Stato, con nota 104810, protocollata presso il Comune di Gravina in data 16 settembre 2008, invita il Comune ad adottare i provvedimenti necessari per annullare le criticità riscontrate al momento della verifica ministeriale. L'ispezione contabile, dettagliata in sei capitoli e composta da 164 pagine di relazione, interessa la gestione finanziaria dell'Ente locale, l'indebitamento, la finanza derivata, le spese per i contributi, l'affidamento dei servizi pubblici locali, gli incarichi esterni e la gestione del personale.
Molte sono state le procedure "irregolari" e "inattendibili" emerse. Si comincia dalla mancata approvazione da parte dell'Organo consiliare dei rendiconti di gestione relativi al periodo 2002-2006 e del bilancio di previsione 2007 entro i termini previsti dalla normativa. Quindi, ancora bilancio, quel documento contabile che ha deciso le sorti dell'amministrazione di Rino Vendola, con la dimissione davanti a un notaio di Matera di 16 consiglieri, fra maggioranza di centrosinistra e minoranza a seguito dell'approvazione irregolare, con soli 15 consiglieri comunali. Anomalie nella gestione del patrimonio immobiliare che riguardano il mancato aggiornamento dell'inventario, il mancato introito dei canoni di fitto e locazione dei terreni e fabbricati del Comune di Gravina e criticità in materia di debiti fuori bilancio. Anche in materia di erogazione di contributi sono state rilevate irregolarità per i provvedimenti adottati, risultati carenti dei parametri oggettivi per l'individuazione del beneficiario ed erogati in assenza di idonea documentazione attestante l'effettività e l'entità delle spese sostenute dal beneficiario. Servizio pubblico di trasporto scolastico e contratto di affidamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono stati classificati illegittimi e irregolari in seguito alle proroghe dei contratti e mancato intervento del Comune di Gravina in Puglia a indire nuove gare di affidamento. Denaro pubblico, inoltre, è stato elargito per incarichi esterni di consulenza, studio e ricerca senza adeguate procedure selettive di evidenza pubblica né valutazioni comparative nella designazione dei professionisti, senza inoltre l’accertamento del Collegio dei Revisori nel rispetto dei limiti di spesa.
Parliamo di circa 2 milioni di euro per spese legali e 7 milioni per contenziosi, per un buco che sfiorerebbe i 20 milioni.
Nella verifica è venuta fuori anche un’impropria presenza di personale politico nella delegazione trattante di parte pubblica in violazione del principio di distinzione tra i compiti affidati agli Organi politici e l’attività di gestione affidata alla struttura amministrativa. Infine, anche in materia di personale amministrativo sarebbero emerse gravi illegittimità e irregolarità; alcuni passaggi del documento ministeriale evidenziano come alcuni dipendenti comunali abbiano usufruito addirittura di un’indennità come “responsabili d’ufficio”, senza che il contratto prevedesse tale incarico, e l’attribuzione a favore dei dirigenti incaricati di posizioni ad interim di indennità erroneamente quantificate, o ancora l’indebita monetizzazione di ferie non godute in favore di personale dirigenziale.
L’analisi della nota ministeriale non lascia dubbi sulla situazione deficitaria del Comune di Gravina in Puglia, più volte denunciata dai partiti di centrodestra e segnalata agli organi competenti.
“La gestione della cosa pubblica si è rivelata essere così esclusivamente clientelare e disastrosa da minare lo stesso bilancio comunale, facendo intravvedere lo spettro del dissesto finanziario; e Gravina non può più permettersi una simile gestione scriteriata con scelte politiche a vantaggio di pochi e a danno di molti. Ora ne abbiamo l’ennesima conferma”, affermano i partiti del Popolo della Libertà di Gravina.

mercoledì 14 maggio 2008

La morte di Giuseppe e il campo che non c'è

Pubblico l'articolo di Michele Maiullari apparso lo scorso sabato 10 maggio su Il Levante, all'interno di un servizio speciale dedicato alla morte del piccolo Giuseppe Dipalma. Si tratta di uno spunto su cui riflettere riguardo alle responsabilità dell'accaduto e soprattutto, spero, di un punto di partenza per guardare al futuro e provvedere coi fatti alla sicurezza e alla felicità dei nostri figli.

Come non ricordare le parole espresse dal consigliere Pino Prezzano, vicepresidente vicario di FI-PdL in Consiglio Comunale, nella seduta del 16 aprile. Le sue parole sono state un monito a quello che è nuovamente accaduto di tragico nei giorni scorsi. Il rammarico è forte anche quando si pensa alla mancata realizzazione di un campo da calcio nella parrocchia del SS. Crocifisso.
"Forse la tragedia del piccolo Giuseppe si poteva evitare. Il Sindaco deve riflettere sull'atteggiamento di scarso buon senso che ha avuto nel recente passato, nel 2006-7, quando non si è proceduto a intervenire mediante una variante urbanistica per dare la possibilità alla parrocchia del SS. Crocifisso, a pochi metri dalla casa di Giuseppe, di realizzare un campo da calcio di utilità pubblica. Il mio richiamo non dev'essere interpretato come un atteggiamento di speculazione politica, ma il mio senso civico lo impone, e deve far riflettere l'intera comunità gravinese su quello che l'Amministrazione non fa e non ha fatto" - queste le parole di Prezzano.
Era il 9 febbraio 2006 quando l'Assessorato alla trasparenza e Cittadinanza Attiva della Regione Puglia comunicava al parroco della chiesa, don Saverio Ciaccia, l'assegnazione di 84.978 euro su una spesa complessiva di 200.000, per impiantistica sportiva. In data 8 agosto 2006, la stessa regione Puglia comunicava di ottemperare all'elaborazione del progetto esecutivo, per ottenere il contributo regionale già assegnato, nei termini di 180 giorni da agosto e quindi entro febbraio 2007.
Un mesetto dopo, per tramite del parroco don Saverio, la parrocchia trasmetteva competente ufficio tecnico del Comune e al Sindaco il progetto esecutivo per la realizzazione dell'impianto sportivo con campo da calcetto, mettendo in evidenza che l'opera era oggetto di finanziamento pubblico della Regione Puglia con delibera di G.R. n.1228 del 4/8/2006; L.R. 32/85 art. 9 bis; determinazione dirigenziale n.325 del 5/12/2005. Solo alla data del 19/12/2006, e quindi dopo quattro mesi di attesa, il Comune rispondeva all'istanza progettuale della parrocchia SS. Crocifisso con una nota in cui si chiedeva ulteriore documentazione e si precisava che l'intervento proposto necessitava di una variante urbanistica di competenza del Consiglio Comunale.
A questa comunicazione "non è seguito altro - spiega il consigliere Prezzano - che la perdita di questo finanziamento regionale che poteva dare al rione e alla comunità una struttura pubblica utile ai ragazzi". Come non interrogarsi sul buon senso? Soprattutto quando la sofferenza è reiterata.
Non si doveva costruire un grattacielo, né occultare la gravina, non si doveva abbattere chiese rupestri o impiantare attività commerciali su un sito archeologico, ma si poteva dare una risposta alle tante domande cui la città e soprattutto i ragazzi esigono risposte. Forse Giuseppe avrebbe giocato nel campo da calcio della parrocchia e non avremmo parlato di un tragico epilogo.