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martedì 1 luglio 2008

Consiglio comunale del 30 giugno 2008

Il Consiglio Comunale del 30 giugno 2008 è durato esattamente venticinque minuti. Alle 19 il presidente Fedele Lagreca convocava i consiglieri in aula e immediatamente dopo la segretaria Maria Teresa Oreste procedeva all'appello. Risultavano presenti ventitre consiglieri (Vendola, Carulli, Cardascia, Petrara, Calderoni, Valente, Lagreca, Serangelo, Raffaele Lorusso, Giuseppe Schinco, Santomasi, De Benedictis, Ciaciulli, Carone, Fatigati, Masiello, Prezzano, Michele Lorusso, Lamuraglia, Mandolino, Vicino, Petrone e Cornacchia).

A seguire veniva indetta la votazione per l'approvazione del bilancio di previsione 2008 e del bilancio pluriennale 2008/2010. All'atto dello scrutinio, risultavano presenti in aula soltanto quindici consiglieri, tutti favorevoli, a seguito dell'uscita dai banchi della minoranza di centrodestra. Il bilancio veniva dunque approvato ma con un numero di presenti inferiore al minimo numero legale richiesto (previsto dall'articolo 98 comma 4 dello Statuto Comunale approvato nel 2001). A seguito di un nuovo appello per verifica del numero legale la seduta veniva dichiarata deserta e veniva sciolta alle 19:25.

Quello che è accaduto è un fatto gravissimo, lesivo della dignità delle Istituzioni. Per questo motivo io e i consiglieri del Popolo della Libertà abbiamo deciso di adire le vie legali presentando al Procuratore della Repubblica una denuncia nei confronti del Presidente e del Segretario del Consiglio Comunale di Gravina.

Il testo integrale della denuncia verrà pubblicato su questo blog domani.

Consiglio Comunale del 25 giugno 2008

Il Consiglio Comunale del 25 giugno non si è celebrato per mancanza del numero legale. In sala era presente solo la minoranza di centrodestra. Il Consiglio è slittato, in seconda convocazione, al 30 giugno, ma da questa irritante manfrina risulta evidente che il sindaco Rino Vendola non ha i numeri per approvare il bilancio.

lunedì 23 giugno 2008

Consiglio comunale del 18 giugno 2008


Il Consiglio Comunale convocato per le ore 18 di mercoledì 18 giugno è iniziato dopo le 19, e quindi oltre la tolleranza massima di un'ora di ritardo consentita dalla legge, con la lettura da parte del consigliere Leo Vicino (AN-Pdl) di un documento congiunto firmato da tutti i rappresentanti in Consiglio del Popolo della Libertà: una nota indirizzata al Prefetto di Bari, Carlo Schilardi, e per conoscenza al Ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Ecco il testo del documento:
I sottoscritti Consiglieri del Comune di Gravina in Puglia - Prezzano Giuseppe, Lorusso Michele, Vicino Leonardo, Petrone Vitantonio, Lamuraglia Michele e Cornacchia Nicola - premesso che:

- in data 9 giugno 2008 perveniva rituale convocazione del Consiglio Comunale, in aggiornamento del precedente consiglio del 6 giugno 2008, per le ore 18:00 del 18 giugno 2008, concernente la trattazione del bilancio di previsione dell'anno 2008 e altri ulteriori 17 punti;

- che in data 17 giugno 2008 ci veniva notificato per mezzo del messo comunale una nota delle Signoria Vostra Illustrissima datata 10 giugno 2008 (prot. 72/13.2/EE.LL) con la quale Ella comunicava quale termine perentorio per l'approvazione del bilancio di previsione la data del 18 giugno 2008;

- che il giorno 28 giugno 2008, alle ore 19, termine ultimo per l'apertura del Consiglio Comunale, constatata l'assenza del Segretario generale e del suo vice, constatata altresì l'assenza del Presidente del Consiglio, il Vicepresidente vicario rag. Prezzano Giuseppe rilevava l'impossibilità di iniziare validamente i lavori a norma dell'articolo 59 comma 1 del vigente regolamento del Consiglio Comunale;

- che alle ore 19:09 i sottoscritti consiglieri provvedevano a informare la SVI, con nota a mezzo fax, il clamoroso superamento dell'orario d'apertura dei lavori, rendendo illegittimo ogni altro atto o tentativo di rendere praticabile la celebrazione del Consiglio Comunale;

- che ingiustificabile e inspiegabile appariva il mancato accertamento, da parte degli organi responsabili della celebrazione del Consiglio Comunale, dei motivi di assenza del Segretario generale e del suo vice;

- che i dati sin qui riportati pongono in evidenza una gestione politico-amministrativa negligente e irresponsabile insieme a un percorso politico della maggioranza esasperato da ataviche lotte interne che impediscono lo svolgimento di una normale attività consiliare e di governo da oltre sette mesi.

La perentorietà adoperata dalla SVI con la citata nota del 10 giugno 2008, che espressamente invitava l'Ente all'approvazione del bilancio di previsione con l'espressione "senza ulteriore differimento", e la mancata approvazione del Consiglio Comunale entro l'orario previsto dalla convocazione impegnano le Istituzioni ad adottare tutti i provvedimenti del caso.

I sottoscritti Consiglieri chiedono infine, in considerazione della gravità della vertenza, un incontro urgentissimo con la SVI per meglio approfondire e illustrare i fatti accaduti.

sabato 21 giugno 2008

Consiglio Comunale del 6 giugno 2008


Non appena aperto il consiglio comunale dello scorso venerdì 6 giugno, la maggioranza di centrosinistra disponeva il sovvertimento dell’ordine del giorno, anticipando la discussione dei punti dodicesimo e tredicesimo e dimostrando poco rispetto per gli accordi presi nella conferenza dei capigruppo. Ecco la trascrizione del mio primo intervento:

Signor presidente, ovviamente io non voglio far polemica ma ancora una volta sono costretto a notare come l’ordine del giorno predisposto e impostato dalla conferenza dei capigruppo venga stravolto dai colleghi della maggioranza, ai quali devo dunque rivolgere un’interrogazione, un’interpellanza: non è possibile assistere nel giro degli ultimi dieci giorni alle dimissioni di un Sindaco, alla reintegrazione dello stesso Sindaco dopo soli tre giorni, alla revoca della Giunta, alla riproposizione della Giunta e infine alla maggioranza che si pone in Consiglio con l’arroganza di anticipare dei punti dell’ordine del giorno, quali la discussione del bilancio, senza prima presentare gli elementi essenziali alla sua analisi. Ancora una volta la maggioranza pensa solo ai numeri (di qualsiasi genere, come capite bene) invece che al rispetto del ruolo politico di questa assise. Signor presidente, signor Vicesindaco, io gradirei avanzare un’interpellanza con risposta immediata: quando sono stati di nuovo rinominati gli assessori? Vorrei sapere, se è possibile, l’elenco esatto degli assessori, le loro mansioni precise e quando hanno accettato le varie deleghe.

Penso che sia molto importante la data precisa dell’accettazione delle deleghe in quanto, signor Vicesindaco, in questi giorni abbiamo potuto leggere sui mass media del sequestro di una cava in contrada Cozzarolo a seguito di un’elevata fuoriuscita di benzene, sostanza cancerogena e quindi dannosissima alle persone che vivono nei dintorni. Ora, questa situazione era stata da me denunciata già un anno fa in Consiglio Comunale e non se ne è fatto nulla; ora, in questi giorni, abbiamo letto degli avvisi di garanzia al Sindaco Vendola e a un dirigente del Comune – e questo dispiace sinceramente, perché Forza Italia e il Popolo della Libertà si sono sempre distinti per il rifiuto di ogni giustizialismo sommario. Noi non vogliamo emettere sentenze, ma dobbiamo notare che è accaduto proprio quello che volevamo evitare. Già un anno fa, nell’aprile 2007, io,e con me l’opposizione di centrodestra, avevo chiesto che si facesse un censimento di tutti i siti destinati a raccolta di rifiuti negli ultimi decenni: puntualmente non se n’è fatto nulla, non c’è stato nessun censimento e non è stato proposto alcun programma di bonifica di tutte queste aree. Non possiamo oggi cadere dalle nuvole leggendo che quotidianamente noi rischiamo la nostra salute per colpa di questi siti inquinanti.

Si tratta di una faccenda estremamente grave e qui la mia denunzia va diretta alla politica di quest’Amministrazione di centrosinistra, che invece di salvaguardare la salute dei cittadini pensa a fare altro: dimettersi e ritirare le dimissioni, revocare la Giunta e poi riabilitarla. Se la giustizia riterrà che qualcuno avrà sbagliato, questo qualcuno dovrà pagare; ma noi non vogliamo solo giustizia, noi vogliamo politica; vogliamo che si risolvano i problemi pratici con scelte concrete.

Per questo la mia interrogazione è: vogliamo sapere quali sono i siti di Gravina da bonificare, per salvare i nostri cittadini dall’inquinamento ambientale. La relazione degli esperti dice chiaramente che le fuoriuscite di benzene causano tumori. Cosa volete fare? Volete fare un censimento dei siti a rischio? Volete stanziare soldi per le bonifiche? E, soprattutto, vorremmo sapere quali sono le nomination degli assessori di questo surreale reality show, questo indegno Grande Fratello al quale il sindaco Vendola ci sta costringendo contro la nostra volontà. Grazie.

È seguita dunque la votazione anticipata del dodicesimo punto all’ordine del giorno, ossia l’approvazione del programma triennale (2008-2010) delle opere pubbliche con annesso elenco annuale del 2008. Ecco la mia dichiarazione di voto a nome dell’intero centrodestra:

Signor presidente, colleghi consiglieri, mi esprimo per dichiarazione di voto a nome dei gruppi di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc e lista Gravina Nel Cuore. Noi voteremo contro questa proposta, così come abbiamo già anticipato nei rispettivi interventi. Evidenzio anch’io la scarsa programmazione e l’improvvisazione di tutto quanto è stato inserito in questo piano triennale, nonché le contraddizioni fra quello che si promette e quello che abitualmente si mantiene. Cito l’esempio del mercato ortofrutticolo di Via Genova, tanto per far capire a tutti noi come un anno fa si diceva alla gente di voler ricostruire secondo un progetto già abbozzato e poi svanito nel nulla.

Temo che si tratti dell’improvvisazione quotidiana di quest’Amministrazione, che ha come unico effetto lo spreco del denaro pubblico, che viene sperperato sottraendolo ad altre valide finalità.

Alla luce di queste considerazioni sottolineo che quest’Amministrazione non può proseguire in tal senso, non può imporsi aggredendo i desideri della gente, del buon cittadino che ha bisogno di servizi, ha bisogno di vedere le strade su cui cammina ben conservate e non malridotte come oggi le vediamo. Ricordo anzi che il cattivo stato delle strade di Gravina porta via soldi alle casse del comune, visto che vengono continuamente presentati contenziosi nei quali il Comune risulta sempre avere torto e per i quali è sempre costretto a pagare fior di quattrini. Se invece noi spendessimo quegli stessi soldi per un’organica opera di manutenzione in maniera tale da avere strade dignitose da percorrere, risparmieremmo soldi pubblici e daremmo ai cittadini vie percorribili. Ma queste cose vengono dette con saggezza all’inizio, con il buon senso, con la buona diligenza del padre di famiglia; però noi vediamo che quest’Amministrazione preferisce non programmare, preferisce non decidere, si limita a imporre il proprio parere con qualche secondo fine più o meno evidente.

Alla luce di queste considerazioni ribadisco il voto contrario del Popolo della Libertà (FI e AN), dell’Udc e di Gravina Nel Cuore, augurandovi di rimanere in carica per gli altri due anni che mancano al compimento della legislatura: più tempo resistete, più danni fate e più gente si renderà conto dei vostri misfatti e vi punirà quando sarete sottoposti all’esame del voto nel 2010. Ci dispiace soltanto che, facendo bene al centrodestra, facciate male al nostro paese.

Per salvare la risicata maggioranza di centrosinistra, alle due e mezza del mattino viene proposto di rinviare l’approvazione del bilancio. Ecco la trascrizione del mio terzo intervento:

Colleghi Consiglieri, sono dispiaciuto nel sentire la proposta di un rinvio: oggi è il 6 giugno 2008 e il bilancio andava approvato entro il 31 maggio. Il 30 vi siete presentati ma il Sindaco si era dimesso, pertanto il consiglio era stato rinviato a oggi. Ricordo che in Conferenza dei Capigruppo anche l’opposizione di centrodestra si era detta disponibile ad approvarlo anche il 9 giugno, ma voi avete insistito per il 6 garantendo che avreste approvato il bilancio entro quella data.

Il provvedimento è giunto in Consiglio accompagnato dai pareri degli uffici tecnici, ufficio ambiente e direzione ragionieristica; addirittura si è parlato della richiesta della ditta TRA.DE.CO., poi c’è stata una trattazione da parte di quest’Amministrazione; prima Petraia ha difeso a spada tratta l’operato di quello che gli uffici tecnici e la Giunta avevano solto e dopo, alla fine, ci siamo accorti che questo provvedimento non s’ha da approvare.

Oggi, dopo quattro ore di discussione, improvvisamente scopriamo che è meglio rinviare al 18. noi del centrodestra volutamente non abbiamo partecipato alla scelta del rinvio perché non condividiamo le modalità di quello che state facendo. La verità è che stasera vi siete accorti di non avere i numeri per approvare il bilancio e avete avuto paura di votare il provvedimento! Io stasera speravo che il Sindaco dicesse, se non altro per rispetto alla politica: “Si vota, se abbiamo i numeri va bene, se non abbiamo i numeri andiamo a casa”. Dopo che noi del centrodestra abbiamo sensibilizzato per i problemi di bilancio di Gravina i consiglieri regionali del Pdl, dopo che il sindaco si è dimesso, oggi venite qua e dopo quattro ore di discussione, alle tre meno un quarto del mattino venite a dirci di rinviare tutto perché volete cercare di trattare con la TRA.DE.CO!

Io vi prego di assumervi le vostre responsabilità: se avete delle proposte avanzatele, se volete trattare con la TRA.DE.CO fatelo, se avete i numeri approvate il bilancio. Potrete anche riuscirci, magari, ma certo non è nobile quello che state facendo, distruggendo del tutto la dignità di questa cittadina.

Assumetevi le vostre responsabilità! Noi del Pdl staremo a guardare: se migliorate la situazione saremo ben felici, perché sarà in linea con quanto noi abbiamo desiderato e progettato sin dall’inizio per Gravina. Noi siamo contrari a questo rinvio, e diciamo di votare subito il bilancio: questa per noi è la politica seria, dimostrate di essere anche voi seri se avete i numeri per farlo. Grazie.

Alle tre e venti del mattino dunque viene votato il rinvio dell’approvazione del bilancio comunale al 18 giugno, con sedici favorevoli (Carulli, Cardascia, Petrara, Calderoni, Valente, Lagreca, Francesco Schinco, Raffaele Lorusso, Giuseppe Schinco, Filippo Santomasi, De Benedictis, Ciaciulli, Carone, Faticati, Beniamino D’Agostino e Mandolino), un contrario (Cornacchia) e quattordici assenti (Varvara, Serangelo, Lupoli, Di Battista, Mazzarella, Peragina, Paolo Calculli, Masiello, Prezzano, Michele Lorusso, Lamuraglia, Vicino e Petrone più il sindaco Vendola).

giovedì 22 maggio 2008

Consiglio Comunale del 20 maggio 2008

Il Consiglio Comunale di martedì scorso è stato brevissimo, ed è consistito esclusivamente nella lettura della lettera di dimissioni presentata dal sindaco di Gravina, avv. Rino Vendola. Il Consiglio ha preso atto della sua decisione e, in attesa della decorrenza dei venti giorni che la legge prevede per ritirare le dimissioni, la seduta è stata rimandata a data da destinarsi.

mercoledì 21 maggio 2008

Consiglio Comunale del 14 maggio 2008

Il Consiglio Comunale dello scorso 14 maggio è iniziato con la lettura, da parte mia, dell’interrogazione urgente indirizzata al Sindaco, al dirigente dell’Ufficio Tecnico, al Presidente del Consiglio Comunale e all’Assessore dei Lavori Pubblici, riguardante la morte evitabile del piccolo Giuseppe Di palma e avete già letto integralmente su questo blog. Alla lettura dell’interrogazione è seguita una mia breve dichiarazione:

Signor Sindaco, con questa interrogazione il Popolo della Libertà chiede in maniera forte e urgente delle risposte, perché ancora una volta questa comunità vede come la carenza di impianti sportivi e infrastrutture ricreative incide negativamente sulla sicurezza della nostra società; ancora una volta Gravina vede come dei privati chiedono delle semplici autorizzazioni per costruire dei campi – non degli edifici: dei campi! – e ancora una volta l’Amministrazione Comunale, che avrebbe il dovere morale di sostenere queste iniziative e aiutarle ad emergere, non dà alcuna risposta. Ciò che è avvenuto è un evento grave, e sicuramente vedrà anche l’Amministrazione Comunale esposta a possibili contenziosi: mi deve spiegare, signor Sindaco, perché la sua Giunta fa perdere un contributo di € 85.000 a fondo perduto per poi restare in silenzio e non dare alcuna risposta ai privati e alla cittadinanza. È una cosa inaudita, sulla quale chiediamo chiarimenti, sperando che almeno stasera ci siano delle risposte non tanto a noi singoli consiglieri del Popolo della Libertà quanto alla città di Gravina, che da tempo attende questi impianti. Grazie.

È seguita una risposta piuttosto vaga e confusa del sindaco Rino Vendola (“è giusto che risponda io, se no giochiamo”; “questo paese è fatto da alcuni personaggi che sono dei mercanti e si trovano a fare altri mestieri”; “sono io che faccio un’interrogazione al Consiglio Comunale e alla città e a quelle che dovrebbero essere le autorità morali, etiche, di questa città, che parlano spesso a vanvera”; “sulla mistificazione avete ucciso pure il Padreterno, quindi continuate! Sappiamo chi è che ha ucciso il Padreterno, sono stati i Filistei”; “sul piano della prevenzione, per quello che accade, i bambini devono stare distanti dai vecchi”), dalla quale si ricava soprattutto che il permesso non è stato concesso per via della presenza nel progetto di un ambiente per spogliatoi in cemento armato, “tutto qua”. Questa è stata la mia risposta:

La ringrazio. Dai documenti in mio possesso, signor Sindaco, dai documenti in mio possesso risulta che il progetto presentato nell’ottobre 2006, sul Foglio 118, Particella 1140, sia di proprietà della parrocchia Santissimo Crocifisso. Pertanto, se i miei documenti sono falsi, lei mi deve smentire con quelli in suo possesso, perché sui miei risulta redatta un’istanza della parrocchia. Se poi il progetto ha degli angoli il cemento, be’, è normale che ci sia del cemento per mantenere reti e strutture varie; ma nel progetto c’è soprattutto erba, il campetto è in erba e non in cemento.

I miei documenti, sempre che non siano falsi, fanno risultare che il terreno è proprietà della parrocchia e non di altri. Lei dice che i terreni sono proprietà del Comune, ma io ho in mano dei documenti del Comune che dicono che i terreni sono proprietà della parrocchia.

E soprattutto: le pare ragionevole tirar fuori tanti problemi per una parrocchia che vuol fare un campo da calcio, presentando documenti corretti? Può essere mai che un’Amministrazione non riesca a superare piccole barriere burocratiche per far sì che alla fine venga fuori un’opera pubblica per il bene e nell’interesse della cittadinanza, nell’interesse dei nostri figli?

Io rimango esterrefatto perché poi magari vengono fuori richieste di condono per un piano sopraelevato in più, e l’Amministrazione dà subito il permesso di costruzione in sanatoria. Scusate, ma io lì vorrei vedere un ufficio tecnico e un’Amministrazione caparbi e tenaci nel respingere questi abusi – non nel cassare un campo da calcio! Un campo da calcio sul quale c’era un finanziamento a fondo perduto del quale, per decorrenza dei termini fissati, la parrocchia non ha più potuto usufruire. Questo è il dato di fatto.

Io sono indignato, cari colleghi, io rimango allibito. Vorrei portare in Consiglio Comunale tutte le sanatorie che sono state fatte da quando lei, avvocato Vendola, è sindaco di Gravina: sanatorie su costruzioni abusive regolarmente e puntualmente sanate dall’ufficio tecnico, come se niente fosse! Per questo, signor Sindaco, parlo con la rabbia in corpo: perché non accetto più questo suo modo di fare: bisogna essere attenti a risolvere i problemi, sui quali non è che ci vogliano tanta arte e scienza. Basta un po’ di spirito pratico per capire che un campetto o una piscina sono delle soluzioni per alcuni problemi della città. Voi invece combattete contro campetti e piscine; voglio vedere se siete in grado di combattere contro i palazzi abusivi. Grazie.

È seguita una replica del dirigente dell’ufficio tecnico, al quale il sindaco Vendola ha coraggiosamente preferito cedere la parola. Nella risposta dell’ufficio tecnico, tuttavia, non emerge il punto fondamentale della questione, che ribadisco in prima persona subito dopo:

Il quesito politicamente (oltre che tecnicamente) più rilevante, però, è questo: dopo la nota del Comune risalente al 19 dicembre 2006, non c’è stata nessuna né alcuna nota di ritiro, né alcun documento ufficiale inoltrato dall’ufficio tecnico. Questo è quanto risulta, e su cui non ho ancora avuto risposta: presso l’ufficio tecnico comunale è depositato un progetto per il quale non c’è stata ancora nessuna risposta ufficiale.

La seconda parte del Consiglio Comunale è invece stata dedicata al progressivo sfaldamento della maggioranza di centrosinistra, di fatto superato dalle dimissioni del Sindaco arrivate ieri mattina.


martedì 6 maggio 2008

Consiglio comunale del 29 aprile 2008


Il consiglio comunale del 29 aprile è stato uno dei più difficili che io abbia affrontato. La seduta è iniziata alle 20:15 con l’intervento del sindaco Rino Vendola, il quale ci ha informato – come sempre a posteriori – dell’ennesimo rimpasto nella Giunta di centrosinistra. Il sindaco Vendola aveva offerto il posto di Assessore ai Servizi Sociali a Emanuele Di Gennaro; Di Gennaro tuttavia ha rifiutato e l’incarico è stato girato a Pina Lombardi, che ha parlato per la prima volta all’assemblea. Qui di seguito riporto la mia replica:

Signor Presidente, colleghi Consiglieri, permettetemi di rivolgere in primo luogo un saluto al nuovo Assessore, l’amica Pina Lombardi, alla quale auguro un impegno proficuo nel suo incarico. Conosco da tempo l’assessore Lombardi, in quanto laica consacrata, e pertanto penso di potermi intendere molto bene con lei visto che anch’io non ho mai fatto mancare alla Chiesa il mio apporto come attivista.
Tuttavia, assessore Lombardi, in quest’Aula si fa politica, non altro; in quest’Aula si fa politica e la politica è un’assunzione di responsabilità personale nei confronti della comunità, al servizio della comunità alla quale si appartiene. Dalla tua nomina, purtroppo, stasera emerge un dato di fatto: in questo Consiglio Comunale la politica è stata sconfitta. Infatti la maggioranza di centrosinistra non ha avuto la capacità politica di esprimere un rappresentante politico in seno all’importante Assessorato dei servizi sociali, e quindi s’è rivolta all’assessore Lombardi come esponente – per così dire – tecnico nel settore. Evidentemente da quest’episodio la politica ne esce malconcia, ed esce malconcio anche il centrosinistra gravinese: è un po’ come se emergesse che tutti gli assessori che prima dell’amica Pina Lombardi hanno avuto la delega ai servizi sociali siano stati bocciati, abbiano fallito; è un po’ come se emergesse che con loro abbia fallito tutta la politica.
Oggi si tenta di mettere in campo una persona autorevole, in questo ruolo; ma temo che proprio quest’autorevolezza porti qualcuno a tentare di confondere la politica, ossia la responsabilità nei confronti della comunità, con gli impegni quotidiani che la persona in questione riveste. Io credo che gli impegni da laica consacrata dell’amica Pina Lombardi siano indubbiamente una cosa lodevole; dall’altro lato, non vedo di buon occhio che un Assessorato venga attribuito esclusivamente su questa base.
Mi dispiace perché questo brutto colpo per la fallimentare maggioranza che mal governa Gravina, per la maggioranza che non è in grado di scegliere un proprio esponente da destinare a un Assessorato, è di fatto un brutto colpo alla politica, potenzialmente un colpo mortale. Assessore Lombardi, lei comprende che la mia stima per lei resta indubbiamente immutata, ma non ritengo che una giunta comunale possa diventare una specie di ufficio della Caritas! Mi perdoni, assessore Lombardi, ma se fossi stato al suo posto non avrei accettato quest’incarico in un settore così delicato. Proprio per la sua nota e ammirevole attività personale, avrei preferito restare nell’ombra e non accettare questa responsabilità così grave; avrei preferito rifiutare un incarico che potrebbe, e mi auguro di no, gettare ombre sul suo stesso impegno personale che le ha garantito l’Assessorato. Ha voluto correre questo rischio, è una scelta personale che rispetto ma non condivido affatto.
Da capo dell’opposizione ho già avuto modo di dire negli scorsi consigli comunali che la disponibilità a collaborare con la maggioranza per il miglioramento del Piano di Zona e per una vigorosa crescita delle opportunità offerte dai servizi sociali a Gravina è massima. Disponibilità massima tuttavia non vuol dire accettare supinamente una sconfitta della politica; disponibilità massima non vuol dire accettare che una maggioranza che governa, per quanto male, la nostra città all’improvviso getti la spugna e affidi uno degli Assessorati più delicati a un esponente avulso dalla vita politica locale. Fermo restando il mio rispetto per lei, assessore Lombardi, averla scelta significa che la politica a Gravina non riconosce più al suo interno degli uomini capaci di ben operare in questo settore. Di fronte al rifiuto di Emanuele Di Gennaro il sindaco Vendola ha ritenuto opportuno uscire dalla politica e rivolgersi a una laica consacrata; il Sindaco ha fatto questa scelta, l’assessore Lombardi ha scelto di accettare, io non mi sento di condividere nessuna di queste scelte. Ciò nonostante buon lavoro e in bocca al lupo.

Dopo la replica di Pina Lombardi, la seconda parte del Consiglio è stata dedicata all’approvazione del Piano Comunale Tratturi, altra grande figuraccia dell’amministrazione Vendola, riguardo al quale mi sono espresso come segue:

Signor Presidente, l’assessore Bellocchio per prima cosa ha detto con estrema nonchalance che il consigliere Carulli s’è recato presso l’ufficio regolare in qualità di Capogruppo del Partito Democratico – anomalia non da poco, visto che a quanto pare il ruolo dell’ufficio tecnico spetta al dirigente, che peraltro ha firmato il PCT come proponente. Evidentemente il consigliere Carulli è stato segretamente nominato Assessore all’urbanistica o dirigente dell’ufficio tecnico; quindi gli faccio i miei più cari auguri: congratulazioni, consigliere Carulli, lei è stato nominato dirigente dell’ufficio tecnico, nonché ingegnere!
Ne approfitto, consigliere Carulli, per segnalarle che tutti noi Consiglieri abbiamo ricevuto delle note che ci invtano a rivedere questo piano, che pone vincoli di 111 metri dalla fascia che va dalla Tarantina verso Spinazzola. Evidentemente la città di Gravina ha bisogno di essere vincolata ulteriormente; voi che avete redatto il piano, avete desiderio e intenzione di vincolare Gravina. A questo punto però, visto che il dirigente non è in grado di andare a Bari per risolvere questi problemi, visto che ci vuole l’ingegnere Carulli, scusatemi ma credo che sia doveroso invitare l’attuale dirigente tecnico a dimettersi. Se il suo lavoro lo fa il nuovo dirigente Carulli, almeno risparmiamo i soldi, risparmiamo i soldi che i cittadini di Gravina versano a quest’amministrazione! Se inoltre non è in grado di risolvere questi problemi nemmeno l’Assessore competente, bene, si dimetta anche lei, Assessore, visto che il suo lavoro viene svolto dal nuovo Assessore Carulli, che a quanto pare lo sa fare meglio di lei!
Non si può pensare di portare un provvedimento così serio e importante per il quale si sono espressi avvocati e privati i quali ci hanno segnalato come l’Amministrazione stia prendendo una cantonata vincolando di fatto tutto il territorio. E questa maggioranza cosa fa? Ritira il punto all’ordine del giorno e non dice che evidentemente un dirigente ha sbagliato, che un Assessore non è in grado di affrontare un problema. Evidentemente, cari colleghi, noi veniamo in quest’Aula per perdere tempo.
Non credo che noi meritiamo queste cose; non credo che Gravina meriti queste cose. Prima di agire in maniera sconsiderata pensateci, riflettete, sappiate muovervi, leggete le norme! Non pensate di poter governare solo perché siete maggioranza e disponete di ventitre Consiglieri che votano a favore anche se si tratta di materie ostiche delle quali spesso non riescono a capire il senso tecnico. Per fortuna dei privati si sono accorti della truffa che stava venendo di fatto perpetrata ai loro danni, con l’apposizione di vincoli illegali, e l’Amministrazione è stata costretta a fare marcia indietro senza nemmeno chiedere scusa.
Invito questa maggioranza e questa Giunta ad assumersi seriamente le responsabilità, e a non bistrattare più questo paese (come ha detto il mio collega, capogruppo Michele Lorusso). I risultati locali delle ultime elezioni politiche hanno dimostrato inequivocabilmente che la maggioranza dei gravinesi è con noi, col Popolo della Libertà, e che voi siete maggioranza solamente perché avete i numeri in Aula, e per questo vi sentite sovrani. Se ancora una volta dimostrate di non avere capacità tecniche per governare, vi prego di andare via per il bene di questo paese, altrimenti continuerete a fare danni e noi consiglieri continueremo a venire in Aula per sentirci dire che un provvedimento così importante è stato ritirato perché dei privati hanno notato che l’ufficio tecnico e l’Assessore competente hanno preso una cantonata. Se non siete in grado di rivestire un ruolo, dico che la prima cosa che dovreste fare è dimettervi. Grazie.

Infine il capolavoro. Nel corso della discussione per l’approvazione della relazione sul fabbisogno turistico-ricettivo, un emendamento presentato dal consigliere Leo Vicino e appoggiato da me e da tutto il Popolo della Libertà ha gettato scompiglio nella maggioranza di centrosinistra. L’emendamento chiamava il Consiglio Comunale a “verificare e adeguare con cadenza annuale il fabbisogno turistico-ricettivo in merito sia ai posti letto realizzati sia al flusso turistico”. A questo punto il Presidente del Consiglio Comunale, Fedele Lagreca, sospende la seduta per cinque minuti. È mezzanotte e mezza. Le ultime parole del Presidente, messe a verbale, sono “cinque minuti e siamo in Aula”. A questo punto, la maggioranza sparisce, nel vero senso della parola. Il centrodestra attende inutilmente che il centrosinistra prima o poi torni in Aula. All’1:24, ossia circa un’ora dopo la sospensione, la seduta riprende con l’appello, dal quale emerge che ci sono 7 presenti (Prezzano, Varvara, Peragina, Paolo Calculli, Lamuragia e Vicino) e 24 assenti (il sindaco Vendola, Carulli, Cardascia, Petrara, Calderoni, Valente, Lagreca, Serangelo, Lupoli, Di Battista, Francesco Schinco, Raffaele Lorusso, Giuseppe Schinco, Santomasi, De Benedictis, Mazzarella, Ciaciulli, Carone, Fatigati, Masiello, Michele Lorusso, D’Agostino, Mandolino, Petrone e Cornacchia); quindi all’1:30 di notte la seduta viene dichiarata non valida per l’assenza del numero legale. Si può davvero dire che a Gravina c’è una maggioranza fantasma!

venerdì 2 maggio 2008

Consiglio comunale del 16 aprile 2008

Il sindaco Rino Vendola continua a far finta di niente. Il Consiglio Comunale dello scorso 16 aprile ha visto il rimpasto della giunta comunale, con la nomina di un nuovo assessore che di lì a poco avrebbe smentito il Sindaco, rifiutando la delega. Al suo posto è subentrata successivamente Pina Lombardi. Ciò che colpisce non è tanto il clima rissoso che si respira all’interno del centrosinistra, quanto la completa indifferenza del sindaco Rino Vendola, il quale continua a dire che non c’è nessuna crisi e che, se mai c’è stata, la crisi è risolta. Per me la crisi non è affatto risolta; la crisi non è risolta per i miei colleghi dell’opposizione; soprattutto, e purtroppo, la crisi non è risolta per Gravina, per il comune sentire dei nostri concittadini, che meritano un governo più rispettoso di loro e della nostra città. Ecco il testo integrale del mio intervento in Consiglio:

Presidente, Sindaco, colleghi Consiglieri. Saluto in primis il neo vicesindaco Rosalba Pappalardi e l’assessore Iannetti, e mi permetto di esprimere un piccolo giudizio su queste nomine. Noi dell’opposizione di centrodestra facciamo un po’ di fatica a salutare questi neo-assessori: certo, quando una persona viene nominata per un incarico la prima cosa che solitamente avviene fra persone civili, fra galantuomini, è proprio quella di augurare buon lavoro. Però, sindaco Vendola, quando lei ci presenta una Giunta così come ha fatto, in maniera estremamente frettolosa, lei crea indubbiamente un disagio: comprendo che lei abbia a noia l’elencare e il rielencare le stesse persone con varie deleghe, dopo sei mesi di stallo e alterne vicende, ma le ripeto che così lei crea un disagio, eleva un muro di cemento armato fra coloro che guidano questo paese e noi che siamo consiglieri d’opposizione e come tali rappresentiamo una buona parte di Gravina, la parte che non ha votato per lei. Sindaco Vendola, quando lei non legge il nome di un Assessore che non ha ancora accettato la delega; quando lei porta a conoscenza di tutti che un Assessore, da lei indicato e nominato con un decreto, non ha ancora sciolto la riserva, non ha ancora firmato, non ha ancora accettato l’incarico – be’, sindaco Vendola, credo che queste cose vadano invece dette con chiarezza per rispetto reciproco, bisognerebbe lasciar perdere i tentativi di nascondere queste cose, in nome della democrazia e del rispetto umano dovuto a uomini che convengono in questa Sala per esprimere i propri giudizi e rappresentare la cittadinanza attraverso il proprio ruolo politico. Per questo stesso motivo, sindaco Vendola, io ho molto apprezzato l’intervento del collega e amico Peppino Carulli, capogruppo del Pd; perché ritengo che la politica gravinese possa crescere solo e soltanto quando c’è reciproco rispetto fra le parti politiche. Questo stesso rispetto, sindaco Vendola, lei non sempre dimostra di nutrirlo.

Io ritengo che una data fondamentale per la politica locale sia stata l’11 dicembre 2007, quando sedici Consiglieri (otto di maggioranza e otto di minoranza) erano a Bari per firmare le proprie dimissioni e mandare a casa l’Amministrazione Vendola. Ovviamente non si trattava di una scelta leggera: eravamo lì per sfiduciare il sindaco Vendola e con lui un’Amministrazione che dimostrava di non funzionare. E attenzione, questo atto di sfiducia non partiva solo da otto consiglieri d’opposizione ma anche da otto consiglieri della maggioranza di centrosinistra: il consigliere Luigi Serangelo, che oggi è capogruppo di un piccolo partito; il consigliere Luppoli; il consigliere Di Battista; il consigliere Raffaele Lorusso; il consigliere Mandolino, e infine i consiglieri Socialisti. Tutti loro, insieme a noi, erano lì per sfiduciare il sindaco Vendola.

Allora vorrei sapere, sindaco Vendola, come fa lei a tenere assieme questa maggioranza, come fa a condividere un percorso politico che è fatto di accordi traballanti? Come fa a restare lì con quegli stessi consiglieri che non più tardi dell’11 dicembre dello scorso anno la stavano sfiduciando? Loro avevano detto che lei, sindaco Vendola, non poteva più governare il nostro paese. E oggi lei, sindaco Vendola, continua a tenere di fianco questi stessi consiglieri, addirittura arriva a premiare uno di loro conferendogli un incarico di responsabilità, conferendogli un incarico di Assessore in quella stessa Giunta che stava per essere sfiduciata!

Francamente, caro sindaco Vendola, se fossi stato al posto suo io non avrei esitato un secondo a escludere queste persone dalla maggioranza. Non so lei, ma io sono abituato a sedermi con persone leali, persone oneste; persone che hanno il coraggio di dirmi in faccia ciò che non va. Sono abituato a confrontarmi con loro per trovare una sinergia e far confluire le nostre forze per il bene comune. Ma se una persona non ha il coraggio di esprimersi lealmente, apertamente, con onestà e sincerità – be’, sappia, sindaco Vendola, che chi tradisce una volta prima o poi tradisce di nuovo.

Certo, questa è una sua scelta, e come tale va rispettata. Ma io sono preoccupato! Sono preoccupato perché la città di Gravina ha affidato nelle vostre mani le sue sorti, e quindi le sorti di questo paese sono messe a repentaglio perché, quando gli uomini scelti dal popolo non sono in grado di mantenere degli impegni, quando gli uomini scelti dal popolo non sono coerenti con la loro scelta iniziale, allora il destino di questo paese è a rischio.

Io mi chiedo e le chiedo, sindaco Vendola, cosa porta questi uomini a restare insieme. Ci sono forse degli interessi? Saranno pure degli interessi legittimi, ma appartengono all’interesse comune della città? Quando dei Consiglieri siedono in questa Sala per rappresentare un elettore, per rappresentare tutti gli elettori gravinesi, cosa succede quando il loro partito svanisce nel nulla, ad esempio, com’è accaduto all’Udeur? Cosa succede quando i Consiglieri decidono, ad esempio, di non appartenere più al partito col quale sono stati eletti, il partito sul simbolo del quale gli elettori hanno tracciato una croce?

Tutto ciò mi preoccupa, signor Sindaco. Quando facciamo la conferenza dei Capigruppo in realtà assistiamo a un mini Consiglio Comunale: all’ultima conferenza dei Capigruppo eravamo – se non sbaglio – eravamo in sedici, signor Sindaco! Lei comprende che tutto questo contribuisce non poco a destabilizzare l’equilibrio politico gravinese.

Io sono sinceramente mortificato quando ascolto che gli accordi sottoscritti dalla maggioranza nell’ultimo mese riguardano soltanto il P.U.G., punto strategico per lo sviluppo economico e sociale di questo paese, e la zona P.I.P., la zona industriale. Sono mortificato, sindaco Vendola, quando non vedo prendere in considerazione quale obbiettivo di fine legislatura l’attenzione per gli impianti sportivi e per tutti i luoghi in cui dobbiamo educare i nostri bambini, i nostri figli.

Oggi ho volutamente ripreso, per ricordarlo a me stesso e a tutti voi, l’omelia del Vescovo Mario Paciello durante i funerali per Ciccio e Tore Pappalardi. Un passaggio dell’omelia, sindaco Vendola, riprendeva duramente le istituzioni; e io, proprio perché faccio parte delle istituzioni, intendo rileggerlo per tenerlo bene a mente. Forse, sindaco Vendola, nelle parole del Vescovo troverà qualche suggerimento per gli obiettivi da raggiungere entro fine legislatura - sempre che riusciate a resistere per altri due anni!

Scrive il Vescovo: Io chiamo tutte le istituzioni, le agenzie educative, le comunità parrocchiali a prendere atto delle rispettive responsabilità in ordine alla tutela e alla cura dei minori. Tutti possiamo fare molto di più per i fanciulli e gli adolescenti, i papà e le mamme diano il loro tempo libero ai figli, seguano da vicino le loro esperienze e il loro cammino di fede, si prendano cura dei piccoli negli oratori, nelle associazioni e nelle parrocchie. Tutti coloro che hanno attrezzature sportive imitino il Seminario diocesano, che ha messo a disposizione il campo di calcetto per i ragazzi della città; gli amministratori regionali e locali incoraggino la buona volontà, la creatività progettuale e gli sforzi di privati, associazioni e parrocchie, sfoltendo gli iter burocratici per la realizzazione di progetti per la gioventù. Non basta piangere i morti se sul piano amministrativo, etico, culturale, economico, non si fa nulla perché certi eventi drammatici e luttuosi non si verifichino. Non è uno spreco, né una spesa secondaria per una comunità civile favorire la realizzazione e l’uso di strutture sportive, luoghi di aggregazione, spazi attrezzati e custoditi per attività ludiche, ginniche, artistiche, culturali, educative. E ancora: Tra le tante risposte alla mia lettera un gruppo di quinta elementare mi ha scritto: «Le istituzioni non pensano molto a noi ragazzi, gli adulti non sentono il nostro grido di aiuto e fanno finta che non esistiamo». Esaminiamoci tutti per verificare quanto questo pesante giudizio ci interpella.

Ebbene, sindaco Vendola, ho voluto rileggere questo passaggio perché credo che sia fondamentale, per una sana classe dirigente e amministrativa, inserire nel programma di fine legislatura anche queste cose – certo, assieme al P.U.G., assieme alla zona P.I.P., assieme al rilancio del Centro Storico. Allora si potrà davvero parlare di primato della politica e delle istituzioni.

Questi obiettivi, caro sindaco Vendola, possono essere raggiunti insieme all’opposizione; ritengo anzi che debbano essere raggiunti collaborando con l’opposizione, caro Sindaco e cari colleghi Consiglieri, poiché il voto politico di due giorni fa ha dimostrato che il Popolo della Libertà rappresenta il 50% di Gravina; ha dimostrato che le forze di centrodestra rappresentano circa il 60% di questo paese!

Sindaco Vendola, con il voto politico del 13 e 14 aprile Gravina ha fatto una scelta, Gravina ha dimostrato di pensarla diversamente dall’Amministrazione che la governa. Gravina ha preso nettamente le distanze da quest’Amministrazione che coincide col governo Prodi per la sua composizione politica, e che soprattutto ricorda il governo Prodi per l’impostazione: si tratta delle stesse aggregazioni fragili, e se avessimo la stessa copertura mediatica che ha reso il governo Prodi inviso alla stragrande maggioranza degli Italiani, be’, sindaco Vendola, la sua Amministrazione non farebbe miglior figura. Dobbiamo soltanto avere il coraggio di riconoscere questo sfacelo. Dobbiamo avere il coraggio di dire che Gravina ormai la pensa esattamente all’opposto di come la pensa l’Amministrazione Vendola – perché il popolo, caro Sindaco, al contrario di quello che talvolta si pensa è molto intelligente, è molto ricettivo, perché è il primo che subisce ed è il primo che gioisce.

Oggi, sindaco Vendola, il popolo di Gravina ha dimostrato di non gioire più, come lo stesso amico Carulli (Pd) ha onestamente notato. C’è il problema della quarta settimana; presto ci sarà il problema della terza; ma ritengo che il principale problema sia che non si riesce più a vivere sereni in questo paese, perché non si creano le condizioni di vivibilità. C’è un approccio violento delle istituzioni nei confronti del cittadino, i decreti vengono imposti a posteriori; i cittadini si sentano aggrediti, violentati quasi; ma, caro sindaco Vendola, la gente legge i giornali e guarda la tv, la gente si informa, la gente è a conoscenza di quanto bene si possa vivere diversamente da come la sua Amministrazione consente.

Per questo mi sia permesso di rivolgermi non a lei, sindaco Vendola, ma agli amici dell’11 dicembre 2007, ai consiglieri di maggioranza che stavano sfiduciando quest’Amministrazione di centrosinistra. Vi ricorderò sempre, cari amici, che non più tardi di quattro mesi fa voi stavate sfiduciando la vostra stessa maggioranza; e che oggi di quella stessa maggioranza vi pregiate di far parte, in un caso addirittura venendo promossi Assessori. Cos’è cambiato dall’11 dicembre 2007? È così forte il desiderio di tutelare la propria poltrona?

Eppure, abbiamo visto come anche a Roma sia giunto il momento di far cadere il governo Prodi, perché non poteva più reggere con i suoi litigi e le sue contraddizioni interne. Oggi chiedo a voi, cari amici dell’11 dicembre, lo stesso gesto di responsabilità: credete che si possa ancora governare con una maggioranza che contempli al suo interno otto persone che la stavano sfiduciando? O preferite restare assieme al solo scopo di mantenere le vostre poltrone? Preferite fingere che niente sia accaduto, preferite venir premiati con un bell’Assessorato?

Concludo ribadendo ciò che ho detto nel Consiglio Comunale dello scorso 7 aprile. L’opposizione di centrodestra è a disposizione per condividere grandi progetti per questa città, della quale rappresentiamo ormai circa il 60% e quindi la maggioranza. Noi vogliamo migliorare gli spunti che avete elaborati, suggerirne di nuovi e soprattutto aggiungere quelli che ho letto poco fa, richiamati dal Vescovo Paciello: punti che faccio miei e propongo a tutti voi di inserire nel programma di fine legislatura – sempre che ce la facciate a resistere fino a fine legislatura.

Noi siamo disponibili a collaborare e a migliorare le vostre proposte con il nostro apporto. Sappiate che in questa Sala voi siete maggioranza; in questa città non lo siete più. Quindi, per rispetto alla gente che vive e lavora fuori da questa assise, vi invito a collaborare con noi, a tentare di migliorare assieme lo sviluppo e la vivibilità di questa città. Vi invito a non pensare che sì, alle politiche il 60% dei gravinesi ha votato per le forze di centrodestra, ma che alle elezioni amministrative tutto cambierà. Non fate di questi errori, potreste pagarla cara! Non sottovalutate i gravinesi, rispettateli! Il popolo di Gravina è intelligente; il popolo di Gravina sa chi lo danneggia; il popolo di Gravina sa che chi danneggia questa terra danneggia anche i loro figli, i nostri figli, e il futuro di Gravina. Grazie.

lunedì 21 aprile 2008

Consiglio comunale del 7 aprile 2008

Nel corso del consiglio comunale dello scorso 7 aprile si è discusso anche e soprattutto dell’approvazione della seconda parte del cosiddetto PSZ, ovvero il Piano Sociale di Zona del distretto socio-sanitario numero 1 dell’ASL di Bari (la ex USL Bari 3), comprendente i comuni di Gravina, Altamura, Santeramo e Poggiorsini. Si tratta di un accordo di programma fra questi quattro comuni per gestire al meglio e concordemente le scelte strategiche e gli obiettivi generali di crescita del welfare locale nel campo della tutela di minori, anziani, disabili, immigrati e indigenti. Un dettagliato piano in favore dei più deboli, dunque, che era stato programmato per il triennio 2005/2007 e che, nonostante sia di estrema importanza, ancora non è stato rinnovato dal Comune di Gravina per il triennio successivo iniziato a gennaio, nonostante i consiglieri di opposizione si siano da tempo impegnati per un’accelerazione dei tempi. Ecco il testo integrale del mio intervento in Consiglio:

Chiedo venia al dirigente competente, il dott. Di Mattia, per averlo tartassato di quesiti tecnici durante il suo intervento. D’altra parte possiamo parlare dell’argomento solamente con lui, visto che non abbiamo un Assessore preposto al ramo specifico, in quanto – senza intenzione di polemica – ancora non sappiamo se l’assessore abbia accettato la nomina o meno! Questo è quanto mi è stato riferito, salvo smentite.

Alla luce del’intervento del dott. Di Mattia, mi preme sottolineare che l’opposizione stasera ha detto sì all’approvazione del Piano Sociale di Zona, perché da mesi stavamo sollecitando l’approvazione che ancora non era giunta a causa della crisi di quest’Amministrazione Comunale. Pensate che qualche settimana fa addirittura i sindacati stessi hanno insistito perché l’Amministrazione si attivasse e approvasse il PSZ! Noi, da opposizione, non potevamo approvarlo per conto nostro: sia perché non l’abbiamo progettato noi, né lo abbiamo redatto, né abbiamo un giudizio positivo in proposito. Ciò nonostante abbiamo deciso di approvare stasera il PSZ, con grande senso di responsabilità, per poter finalmente sbloccare le somme che da tempo stanno ferme in Regione; anzi, il ritardo di Gravina sta bloccando l’attuazione del PSZ nei comuni di Altamura, Santeramo e Poggiorsini, e lo stesso Assessore Regionale, Gentile, ha scritto una lettera ribadendo chiaramente la responsabilità del Comune di Gravina. L’assessore Gentile ci accusa di aver bloccato tutto il procedimento e ribadisce che il circondario di Altamura è l’unico della regione in cui il piano non risulti ancora approvato. Quindi la Regione non è in grado di coprire i fondi, e quindi noi siamo colpevoli di un disagio di fronte a tutto il territorio!

Per questo l’opposizione ha deciso di compiere un gesto di responsabilità e approvare i punti del PSZ in discussione nella seduta di oggi. Ma se vogliamo entrare nel dettaglio, ci rendiamo conto che quello presentato dall’Amministrazione Comunale è un piano che fa acqua da tutte le parti! La sensibilità dell’opposizione ai problemi sociali di chi ha bisogno ci rende consapevoli che il servizio socio-sanitario offerto da Gravina è inefficiente e non risponde in alcun modo ai reali bisogni dei più deboli.

Per questo, poco fa, chiedevo al dott. Di Mattia la data precisa dell’appalto della specialistica presso la scuola. Mi è stato risposto: “A gennaio 2008”: Ebbene, a me risulta che l’anno scolastico sia iniziato a settembre 2007, non a gennaio 2008! Questo significa che nei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre non è stato fatto niente per questi ragazzi! Vi sembra efficienza, questa? Vi sembra efficienza pagare tuttora degenze a persone che non risultano più residenti a Gravina da due o tre anni? Questi sono dati di fatto: ho in mano le copie delle denunce. Il Comune di Gravina ha pagato a utenti somme che non spettavano loro, in quanto competenza di altri comuni: è evidente che l’ufficio in questione non funziona.

Oltre al problema burocratico, però, mi sembra necessario puntare il dito contro un problema politico: il sistema assistenzialistico che offre soluzioni inadeguate a problemi pressanti. Come dire: diamo cento euro a famiglia e risolviamo il problema della disoccupazione! Non è il contributo che puntualmente viene versato dall’Amministrazione, ogni mese od ogni anno, a risolvere i problemi. Bisogna applicare un criterio del tutto differente, che consiste nell’affrontare i problemi e risolverli: portare la gente a capire che si può cambiare in meglio trovando un piccolo lavoro e accumulare una certa somma per poi poter affrontare problemi più complessi e così via; programmare nuovi spazi, programmare nuove aree su cui costruire case popolari in collaborazione con gli enti regionali, e così via.

E invece noi ci limitiamo solamente a fare piccoli interventi di distribuzione di fondi senza poterne considerare i risultati, senza poter verificare quindi se l’azione compiuta è stata giusta o non giusta, se è necessario cambiare rotta rispetto al criterio applicato finora. Io sono contro l’assistenzialismo, che l’Amministrazione Comunale continua a perpetrare. Io sono per la risoluzione del problemi.

Parliamo di tempi, parliamo di somme. Se su questi fondi l’Amministrazione non mette a disposizione le proprie somme di co-finanziamento, questi progetti si fanno solo per la quota che perviene dal contributo regionale. Se i fondi previsti dall’Amministrazione sono stati spesi altrove, evidentemente il progetto non può essere completato: viene lasciato a metà in attesa di nuovi finanziamenti. Questo non è accettabile! A Gravina ci sono ancora tante famiglie che ancor oggi si lamentano perché abitano in case che non hanno servizi dignitosi, in cui manca la minima igiene! Queste case vengono segnalate agli uffici, ma gli uffici inevitabilmente rispondono di non avere soldi.

E allora, cosa fa l’Amministrazione di centrosinistra a favore di questa gente? Perché l’Amministrazione non mette a disposizione determinate somme per obiettivi certi, precisi, che consentano di esigere i risultati? E invece si continua a fare quello che si è sempre fatto in questo Comune: per cinquant’anni si sono sempre e soltanto distribuite somme in denaro, si è fatto assistenzialismo così che la gente veda risolto il problema dei soldi, momentaneamente, per un giorno o per una settimana, finché non si ripropone lo stesso problema e si torna a bussare in Amministrazione. Noi invece dobbiamo risolvere i problemi alla radice!

Quindi come si può pensare di condividere questo tipo di programma, impostato per il triennio 2005/2007 dall’Assessore ai Servizi Sociali di questa Giunta, di quest’Amministrazione, senza neppure aver pensato per un attimo di ascoltare l’opposizione, di indagare su quali fossero delle prorità eventualmente diverse da quelle individuate dall’Amministrazione stessa? Come si può pensare di condividere un programma in cui non si punta a un obiettivo concreto, in cui non si risolve un solo problema? Come si può pensare di non farsi carico dei bisogni della gente, in maniera tale da dire: “Abbiamo dedicato tot euro per garantire un determinato servizio a questi utenti e ne abbiamo ottenuto questo risultato”?

In particolare vorrei capire quale vantaggio traggano i minori da questo piano. I minori a rischio, in definitiva, aumentano o diminuiscono? Gli utenti del piano hanno uno sviluppo effettivo nella società? La loro situazione migliora, li educhiamo a un futuro diverso, o ne stiamo addirittura peggiorando la situazione? Cosa ci dicono in merito gli assistenti sociali? Questo è quanto vorremmo sapere; altrimenti, come sempre, si finisce per fare un bel libro con tanti punti e tanti obiettivi sulla carta, e non ottenere nemmeno un risultato concreto. Vogliamo capire perché accade questo? Vogliamo capire cos’è venuto meno? Cosa bisogna migliorare?

Come opposizione, noi siamo contro l’assistenzialismo. Noi siamo per la sussidiarietà. Noi siamo per risolvere i problemi, per sostenere davvero la gente.

Ora non voglio dilungarmi, e mi riservo di tornare sull’argomento nel prossimo Consiglio Comunale: perché c’è tanto da segnalare sull’inefficienza politica di un sistema che viene applicato sempre alla stessa maniera e che poi si ripercuote sugli uffici tecnici. Su questo punto noi avremmo voluto votare a favore, con grande responsabilità, ma non possiamo farlo per un motivo molto semplice: non possiamo perché si tratta di una gestione delle risorse impostata esclusivamente dalla maggioranza, gestita esclusivamente dalla maggioranza, con risultati che sono totalmente negativi – e quando dico “totalmente negativi” lo dico perché ho in mano dei dati precisi. Non si tratta di uno slogan.

Per questo motivo noi, come opposizione, ci asterremo per rispetto al sistema socio-sanitario. E insieme facciamo una promessa: se nel prossimo Consiglio l’ufficio e l’Assessore competenti non dovessero coinvolgerci per approvare le dovute integrazioni e i dovuti cambiamenti di rotta per migliorare i servizi del Piano Sociale di Zona, ci vedrete schierarci in maniera severa e coerente contro ciò che proporrete. Grazie.


Ha fatto seguito la votazione per l’approvazione del PSZ con i seguenti risultati: 2 assenti, 29 presenti, di cui 23 favorevoli (Vendola, Cardascia, Petraia, Calderoni, Valente, Lagreca, Varvara, Serangelo, Lupoli, Di Battista, Francesco Schinco, Raffaele Lorusso, Giuseppe Schinco, Santomasi, De Benedictis, Mozzarella, Ciaciulli, Carone, Perugina, Calculli, Fatigati e Mandolino) e 6 astenuti (Prezzano, Michele Lorusso, Lamuraglia, Vicino, Petrone e Cornacchia).